Genova Superba

Genova è mare, monti e tanta storia. L'appellativo più comune per la nostra città? Sicuramente "la Superba", che significa imponente, grandiosa, ma anche altera e orgogliosa.

Quale è il significato di questo nome? Si crede che il responsabile di questo aggettivo sia niente meno che Francesco Petrarca , il poeta, infatti, in una relazione di viaggio del 1358 descriveva la nostra città in questo modo: "Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare".

L'origine del nome Genova, derivante dal latino Genua, viene fatto risalire a una radice indoeuropea geneu- ("ginocchio") oppure da genu- ("mascella, bocca"); genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito o la forma dell'insediamento sul mare. Il ritrovamento di un villaggio dell'età del bronzo in piazza Brignole, la palafitta del 5000 a.C. in piazza della Vittoria e la necropoli etrusca all'Acquasola hanno confermato che i primi insediamenti di Genova sorsero lungo la sponda destra del torrente Bisagno.

Secondo altre teorie l'origine del nome potrebbe essere riconducibile a una parola etrusca, ritrovata su un coccio di vaso, contenente la scritta Kainua, che in lingua etrusca significherebbe "città nuova", oppure derivante dal greco Xenos, "straniero", inteso come luogo di ritrovo di stranieri, caratteristica di una città portuale.

La leggenda vuole invece che il nome Genova derivi dal nome del dio romano Giano, perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano.

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Genova è ricca di leggende: tra queste ce n'è una che vede protagonista Santa Brigida, che passò per la Superba intorno alla metà del '300, diretta a Roma in pellegrinaggio. Secondo la tradizione, la santa svedese si fermò per un certo periodo in città, ed espresse una terribile profezia presso mura della Chiappe (sul colle del Peralto), guardando la Superba verso il basso : «Un giorno il viandante che passerà dall’alto dei colli che recingono Genova, accennando con la mano i lontani cumuli di detriti, dirà: laggiù fu Genova»La chiesa della Madonnetta, infatti, sarebbe stata costruita con la facciata principale verso la montagna proprio per "non vedere" la futura rovina della sua città.

Una profezia nefasta, e non la sola. A Piacenza è custodita un'anonima scrittura notarile del '400, che recita: «Tra Capo di Faro ed Albaro si erge una civitas opulentissima, che sarà distrutta dal drago, allora si dirà hic fuit Ianua Superba». Chi sarà mai questa bestia feroce? Una delle tesi più accreditate vuole che il drago (o meglio il grifone, simbolo della città) siano i genovesi stessi, pronti ad autodistruggersi a suon di diatribe e mugugni.